Lavoro:Bevilacqua,modernizzare non sia requiem indeterminato

(ANSA) – ROMA, 24 MAG – “Se ‘attualizzare’ l’approccio ad un mercato del lavoro molto differente ormai da quello di quaranta anni fa è non solo possibile ma anche necessario, ciò non vuol dire recitare il ‘requiem’ al contratto a tempo indeterminato in maniera diretta o peggio ancora surrettizia” così in una nota l’avvocato Nunzio Bevilacqua, Vice Presidente di Associazione Nazionale Lavoro Azienda Welfare (Anlaw).

“E’ necessaria maggior trasparenza d’intenti” prosegue Bevilacqua ” la competitività la si deve riottenere eliminando una burocrazia inutile, che non può mai assumere le sembianze del contratto indeterminato in se’, aumentando la casistica per il tempo determinato, facendo infine, non da ultimo, prodotti e servizi di eccellenza perché l’unica ‘corsa’ che siamo capaci di vincere non è quella verso il downsize di tutele, nella quale avremmo nei competitors esteri imbattibili con il loro dumping sociale, ma quella verso una qualità che veda una normativa, anche fiscale, finalmente con cognizione della realtà d’impresa”.

Si può attualizzare il mondo del lavoro – conclude – smussando degli eccessi ‘figli naturali’ di un periodo di iper tutele, causa a volte di abusi e compromissione di produttività, senza per questo far tornare le ‘lancette dei lavoratori’ ai primi anni del secolo scorso”.

P.A. Bevilacqua: rischio fuga unidirezionale migliori dirigenti verso privato può essere evitata solo con più stabilità dirigenti P.a.

(Adnkronos) – Roma, 4 mag. “Solo una maggiore stabilità dei dirigenti pubblici potrà evitare il rischio di una ”fuga unidirezionale verso il privato e solo dei migliori”. Lo afferma l’avvocato Nunzio Bevilacqua, ospite di Omnibus su La7. “Bene il tetto massimo dei 240.000 euro per la dirigenza pubblica, bene i coefficienti di rendimento, ma non si comprende una tendenza alla ‘precarizzazione’ di una dirigenza, senza la quale non è possibile alcuna efficiente gestione”, osserva Bevilacqua. Il settore pubblico può conservare un ‘appeal’, con un tetto stipendiale, ”solo se contraddistinto da una maggiore stabilità rispetto al privato”.

Ad arricchirsi, secondo Bevilacqua, ”sarebbe, da subito, il settore privato pronto ad accogliere degli ottimi dirigenti formati nel pubblico e lasciando allo stesso, e dunque a noi tutti, quelli meno ‘performanti’, ad impoverirsi la nostra Pubblica amministrazione che necessiterebbe oggi, più che mai, di persone oltre che qualificate anche motivate”. ”Se le scuole della Pubblica amministrazione non possono essere considerate dei ‘doppioni’ ed hanno delle differenze anche logiche tra di loro, la ‘Garanzia giovani’ rischia di diventare formazione fine a se stessa e non strumentale, come dovrebbe essere, all’ingresso nel mondo del lavoro”, conclude.

Dl Irpef: Bevilacqua, processo taglio spesa è strutturale

(Adnkronos) Roma, 23 apr “Dal governo arriva il via libera al decreto che porta l’aumento di 80 euro in busta paga per 10 milioni di persone, misura, che oltre che economica e’ sicuramente sociale perché oggi c’è bisogno anche di questo per ripartire. Si tratta di una misura approntata per non essere una tantum, in quanto in direzione strutturale si orienta il processo di taglio della spesa dotato di una certa ‘vision’ quantomeno di medio termine”. Così in una nota l’avvocato Nunzio Bevilacqua, Vice Presidente di Associazione Nazionale Lavoro Azienda Welfare (Anlaw).

Continua Bevilacqua: “si riduce anche l’Irap benché in modo forse troppo ‘timido’ rischiando di avere dei benefici che superino di poco i ‘costi’; certamente positivo il fatto che non vengono ulteriormente ridotte le risorse per la stampa e l’editoria che hanno subito negli ultimi anni tagli vicini ad un punto di insostenibilità operativa”.

“Se è vero che i tagli devono ‘spuntare’ i ‘rami secchi’ la partenza e’ delle migliori aprendosi un cantiere che dovrà affrontare ora il problema più grande: mettere un argine ad una ‘frana occupazionale’ che sembrerebbe non più dominabile in modo ‘convenzionale'”, conclude.

Pmi. Bevilacqua: nanismo per dipendenza credito banche

(ANSA) – ROMA, 31 MAR – “La vera innovazione dovrebbe essere quella di far capire al sistema bancario che il rapporto di fiducia tra gli Istituti e il mondo imprenditoriale non si limita al momento di buona sorte per le imprese, ma dovrebbe continuare anche in funzione di ammortizzatore e molla per la ripresa di aziende povere di finanza ma ‘ricche di crediti’, in questo momento storico, difficilmente liquidabili per la responsabilità di molteplici attori economici ” così in una nota l’avvocato Nunzio Bevilacqua, Vice Presidente Associazione Nazionale Lavoro Azienda Welfare (Anlaw).

Prosegue Bevilacqua “se è vero che l’eccessiva utilizzazione, in passato, di credito bancario ha determinato degli squilibri strutturali in molte Pmi, tramutati in alcuni casi in fragilità, e’ d’altro canto innegabile che chi doveva erogare spesso non si è posto il problema, nei periodi di crescita, della pericolosa dipendenza da credito che si stava ingenerando. Chiedere oggi agli imprenditori, molti dei quali con le loro Pmi già da qualche anno sono andati ad erodere i propri risparmi personali per conservare il livello di occupazione di lavoratori considerati una ‘famiglia allargata’, quale condizione per ottenere credito, di immettere altrettanta liquidità nell’impresa, vuol dire non avere concezione della gravità della situazione.”

E conclude “l’impresa italiana già innova ed investe nei limiti della carenza di liquidità attuale, bene la proposta Renzi sul lavoro, come starter di periodo, ma davvero non si comprende come si possa pensare a forme di soppressione di un ente come l’Ice, un ‘sistema Italia’ efficiente all’estero, che andrebbe finanziato, anche maggiormente, avendo basilari funzioni di internazionalizzazione ed assistenza qualificata, a costi contenuti, per tutte quelle Pmi a cui sarebbe altrimenti precluso, logisticamente e finanziariamente, qualsiasi via per l’Export”

Lavoro: resta rischio esclusione giovani

(DIRE) Roma, 30 dic. – “Il perdurare della crisi, ha creato un effetto ancora più avverso ai giovani, un immobilismo non privo di conseguenze sulla sostenibilità dei nostri conti pubblici ma anche sul nostro futuro previdenziale dai contorni non più definiti”. Così l’avvocato Nunzio Bevilacqua, vice presidente dell’Associazione nazionale lavoro azienda welfare (Anlaw). Per Bevilacqua “non si riesce proprio a comprendere questa sorta di autocompiacimento per dei risultati nel campo del lavoro, quello reale, che sembrano essere ormai delle vane speranze prive di quei presupposti, come dei segnali di riforma strutturale trasparente, che appaiono necessari; anche stanziamenti cospicui, in assenza di un ripensamento nel concetto di turn over occupazionale, si concretizzeranno, arrivati ad un punto di stallo come quello attuale, in buchi nell’acqua”. E conclude: “gli indici sintomatici della ripresa che sta ‘lambendo’ alcuni Paesi europei necessita, per poter dare degli effetti anche in Italia, di una politica economica che si predisponga ad accoglierla, per far sì che anche questo ‘treno’ non venga perso per una miopia della nostra politica interna”.

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